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Un buon libro è come un amico: storia di una biblioteca scolastica

21 Giu

Un buon libro è come un amico: storia di una biblioteca scolastica

“Capisci di aver letto un buon libro quando giri l’ultima pagina e ti senti come se avessi perso un amico”. Con le parole di Paul Sweeney su un foglio colorato mi accoglie la biblioteca della scuola primaria Fortuzzi di Bologna. In fila tanti bambini pronti a restituire i libri a Marta e Cristina, le due volontarie di Auser Bologna. “La biblioteca scolastica – racconta la maestra Francesca Gattullo – esisteva già da decenni, ed è intitolata a Silvana Zaghini, purtroppo scomparsa prematuramente, che ha insegnato per moltissimi anni in questa scuola. Per qualche anno la biblioteca ha funzionato con le ore extra degli insegnanti, poi purtroppo queste ore sono calate sempre di più; si è provato allora a usare delle ore di compresenza con gli alunni, facendo in modo che gli alunni un po’ più grandi diventassero bibliotecari ma non ha funzionato; sono seguite altre alterne vicende che hanno portato alla chiusura della biblioteca per oltre un anno. In maniera del tutto provvidenziale, è arrivata la proposta di Auser di fornirci dei volontari che potessero aiutare la scuola, grazie al progetto Diritti al futuro”. Questo progetto, nato tre anni fa all’interno di un protocollo regionale per contrastare le povertà educative e promuovere l’inclusione sociale e scolastica, firmato da Auser Emilia Romagna e Ufficio Scolastico Regionale, è oggi un’esperienza Auser consolidata da una convenzione che viene rinnovata di anno in anno e che a Bologna e nell’area metropolitana coinvolge sei scuole.

“Siamo qui ormai da tre anni – raccontano Marta e Cristina. Quando siamo arrivate gli oltre 3000 volumi della biblioteca erano in ordine sparso e i bambini non riuscivano a capire che libri scegliere. Quindi abbiamo suddiviso i libri per età, mettendo anche un bollino colorato per genere. I bambini ora riescono a scegliere anche da soli i libri adatti a loro, e a risistemarli. All’inizio c’era un po’ di diffidenza, poi abbiamo consigliato alcuni libri che sapevamo essere divertenti e i bambini hanno iniziato a scambiarseli fra di loro e a fidarsi. Quest’anno abbiamo escogitato i libri a sorpresa: scatoloni con dentro una trentina di libri per ogni classe e i bambini sceglievano ‘al buio’ con curiosità. Questo ha innescato un’apertura, perché poi certi libri sono piaciuti molto e quelli che hanno ricevuto dei voti alti sono stati messi nello scaffale ‘I libri consigliati da voi’. Dare il voto è piaciuto tantissimo ai bimbi, perché di solito sono loro ad essere sottoposti ai voti. Abbiamo anche organizzato il ‘Premio migliori lettori’, e ci sono tante nuove idee in cantiere per il prossimo anno”.

Sono 2.022 i libri prestati da novembre scorso ad oggi, un numero davvero straordinario che testimonia l’impegno a mantenere vivo l’interesse per la lettura. “È un lavoro che dà tanta soddisfazione perché i bambini ti dicono delle cose che gli adulti non ti dicono mai. Il volontariato a volte è demotivante, invece qua siamo indispensabili”. “C’è un altro aspetto – conclude il presidente di Auser Bologna Sergio Lodi – ed è il valore dell’intergenerazionalità: promuovere l’invecchiamento attivo valorizzando lo scambio delle esperienze e dei saperi tra giovani e meno giovani, per guardare al futuro insieme”.

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