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Realtà e sfide della terza età, vivere con dignità, cura e rispetto dei diritti umani

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Realtà e sfide della terza età, vivere con dignità, cura e rispetto dei diritti umani

 

Studiare e prevenire la violenza verso gli anziani

Il problema dell’abuso degli anziani è stato poco indagato; nell’ultimo decennio ricerche di settore hanno permesso di fare passi avanti, dei documenti sono stati prodotti in vari paesi nel mondo e tutti i materiali evidenziano l’importanza di una cultura globale di prevenzione e contrasto per superare il fenomeno.
Anche in Italia, il tema rappresenta una problematica di salute pubblica, di garanzia dei diritti umani e di solidarietà sociale verso una fascia debole della popolazione.  Si pensi che in Italia rapporti veri e propri non esistono, esiste un unico studio, dove si dice che il 12,7% degli anziani incorre in casi di abuso.
Con l’obiettivo di contribuire alla discussione, lo scorso 15 giugno, in occasione della Giornata mondiale della lotta contro la violenza agli anziani, è stato presentato il progetto Realtà e sfide della terza età, vivere con dignità cura e rispetto dei diritti umani. L’iniziativa realizzata da Auser Bologna e il Settore di Medicina Legale del Dipartimento di Scienze Mediche e chirurgiche dell’Università di Bologna ha coinvolto numerosi partner e suscitato un interesse altissimo che si è riscontrato subito dalla presenza di un pubblico molto eterogeneo in sala. “Il programma della mattinata - spiega Antonella Di Pietro, responsabile dei progetti di Auser Bologna - da un lato rappresenta la conclusione di un percorso fondamentale perché i primi risultati della ricerca, realizzata su un campione di volontari attivi nella città di Bologna, sono utili a confermare la presenza del fenomeno. Dall’altro corrisponde alle azioni del progetto e a un metodo di lavoro da utilizzare in futuro con i numerosi partner”. La ricerca in Auser conferma la necessità di lavorare ancora per indagare il fenomeno: "Nonostante si debba parlare di risultati propedeutici che richiederanno un'analisi più approfondita - spiega il Dottore di ricerca Giancarlo Salsi - appare evidente che in una consistente percentuale, circa il 59%, è stata rilevata una situazione di possibile o sospetto di abuso".
Durante la mattinata c'è stato un primo confronto sulle testimonianze dirette, e i diversi attori del pubblico e del privato sociale hanno partecipato facendo delle proposte; si è promossa cultura, lasciando  traccia di quanto prodotto con una mostra fotografica e l’opuscolo del progetto, realizzati grazie al contributo di Fondazione del Monte, Campa e Medici in Centro. “La mostra Non mi dispiace invecchiare - spiega il presidente Auser Secondo Cavallari - realizzata dai volontari Auser è un auspicio per superare i pregiudizi. Del resto più lavoriamo in questa direzione e più rafforziamo la visione di un’età anziana come una fase libera dall’abuso e dal pregiudizio”. “Con questo spirito - prosegue il direttore Luigi Pasquali - abbiamo risposto all'Università che si è rivolta a noi per realizzare la ricerca. Doveroso da parte nostra cogliere questa proposta e opportunità perché gli anziani rappresentano il nostro target principale di riferimento, in termini di utenti e di volontari ”.
"Il tema della violenza all'anziano diventerà sempre più importante - afferma Susi Pelotti, professoressa di medicina Legale all'Università di Bologna - innanzitutto perché la popolazione invecchia come ci dicono le statistiche".

Per guardare i materiali del convegno del 15 giugno 2017 clicca sulle voci dell'elenco:

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