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25 APRILE , FESTA DELLA LIBERAZIONE

Non lo potrò mai dimenticare

 

Alle ore 8 del giorno 21 aprile 1945, ero in attesa, alla Porta San Vitale di Bologna, di una staffetta partigiana con la quale ero in contatto. Dopo un quarto d’ora, non si era ancora presentata. Secondo le regole, non potevamo aspettare ma dovevamo andarcene, per non destare sospetti. Così, mi incamminai verso la base da cui ero venuta. Improvvisamente, udii un fragoroso battimano e grida di gioia. Mi precipitai a vedere che cosa succedesse e vidi un contingente di partigiani armati che si stava dirigendo verso la città. A comandarlo era la staffetta che poco prima attendevo. Corsi verso di lui, abbracciandolo commossa. Non sapevo nulla della Liberazione avvenuta senza colpo ferire mentre, invece, si attendeva, con grande ansia, uno scontro brutale a Bologna contro i Tedeschi. La città era l’ultimo baluardo di Resistenza contro i Partigiani e la popolazione tutta. Dopo di essa, li aspettava una grande e piatta pianura fino al Po: evento cruciale per i tedeschi già decimati dalle grandi sconfitte subite.

Mentre i carri armati alleati varcavano La Porta San Vitale, acclamati dalla popolazione, arrivammo con fatica al centro della città dove un mare di gente sembrava impazzire per la gioia. In mezzo a tutto questo frastuono avvenne un fatto che commosse tutti. Una donna minuta, tutta vestita di nero, si mosse a passi lenti verso il muro del palazzo comunale dove incollò un Santino in memoria di un partigiano caduto. Il gesto fu subito imitato da tanti altri. Nacque, così, il bel monumento ai caduti Partigiani che tutti ammiriamo con devozione, anche ora.

Ero commossa, frastornata, incredula: era proprio vero che le nostre tribolazioni, le paure, la fame, il dolore per tanti caduti erano veramente finiti! Esausta, per la stanchezza, mi sedetti sui gradini della statua del Nettuno per prendere fiato. Mi vide una staffetta partigiana che conoscevo e, abbracciandomi con calore, mi disse subito di non muovermi perché, di lì a poco, sarebbe venuta a prendermi. Mi informò: “Siamo ancora mobilitate”. Risposi: “Con ben altre mansioni, spero!”

Intanto, ci fu un’altra sorpresa. Mi venne incontro un soldato alleato di colore che, con un gran sorriso, mi porse un bel pane in cassetta: bianco, soffice e profumato ed una tavoletta di cioccolato. Addentai questo ben di Dio con una voracità animale tanto era grande la fame che avevo accumulato. Mi vergognai per questo gesto istintivo ed incontrollato ma non seppi contenermi. Poi, arrivò la mia collega incontrata prima. Mi portò a Palazzo Re Enzo, sede provvisoria del Partito Comunista Italiano, dove mi presentarono il comandante della Brigata Maiella, formata da soldati italiani affiancati agli alleati. Era una persona di mezza età con un viso bonario e un bel sorriso. Mi venne comandato di accompagnarlo nelle sedi del CUMER, del Tribunale e del Comune. Mi guardò sorpreso e mi disse: ” Ma sei una bambina!” e mi abbracciò fraternamente. Fummo accolti, ovunque, con grande affetto e calorosi abbracci. Fu bello vedere questi uomini rudi lasciarsi andare ad effusioni così inconsuete.

Davanti al palazzo comunale, incontrammo tanta gente importante che parlava animatamente. Faticammo ad incontrare Dozza, il più ricercato. La sua proverbiale bonarietà e gentilezza non si smentì nemmeno in quella terribile confusione. Dopo di noi, si fece avanti, con fare cerimonioso una persona (certamente un alto funzionario comunale). Aveva sulle mani un cuscino rosso che portava, in bellavista, con le chiavi della municipalità. Si inchinò e le porse a Dozza, dicendo: “Ho l’onore di consegnare al futuro Sindaco di Bologna il simbolo della municipalità”. Dozza rispose: “Non sono sindaco di Bologna: lo sarò quando i cittadini lo vorranno attraverso libere elezioni democratiche”. La prima cosa da fare era ricostruire il paese e ridargli dignità.

Quando la giornata volse al termine, ero distrutta ed avevo bisogno di staccare la spina delle emozioni. Decisi di avvertire l’ufficio del mio rientro alla base e dissi loro che il giorno dopo sarei stata di nuovo a disposizione per altre mansioni. Bonatti, segretario del Partito Comunista Italiano, mi fece tornare indietro e senza tanti preamboli mi disse:” Ho una brutta notizia da darti. Abbiamo fondati timori che tuo fratello, mentre rientrava in città, sia stato intercettato, con tutta la sua Brigata, dai tedeschi. Hanno bruciato la casa del contadino che era la base dei Partigiani ed hanno ucciso alcuni uomini. Tuo fratello potrebbe essere uno di quelli.” Con molta freddezza mi disse:” Speriamo non sia vero e ritorni ai suoi impegni.” In quel preciso momento, l’avrei ucciso, lo giuro. Invece, mi allontanai di corsa dando sfogo a tutto il mio dolore. Passò una persona gentile e, colpita dalla mia disperazione, mi chiese se poteva aiutarmi. Mi accompagnò a casa e lo fece con tanta premura.

L’indomani mattina, mi svegliai con un gran peso sul cuore. Pensai alla mia famiglia, dispersa un po’ ovunque, nei paesi della provincia dove i tedeschi resistevano ancora con ferocia. Non si poteva raggiungere in alcun modo. Pensai di dover essere io a dare la notizia della morte del nostro congiunto. Ero disperata. Mentre ero immersa in questi pensieri avvertii, improvvisamente, una voce uguale a quella di mio fratello. Mi dissi: “Sto impazzendo.” ma la voce continuava con tono allegro ed era accompagnata da commenti soddisfatti. Fratello sei vivo! Cosa successe dopo non lo ricordo. Persi conoscenza. A tanti anni di distanza da questi eventi, mi viene da pensare se ne fosse valsa la pena di partecipare a tutto questo. Penso di no, sempre più. I nostri ideali sono stati traditi, prevale disonestà, la corruzione, l’inganno. Ciononostante, resto fedele ai miei di “ideali”, quelli di sempre, quelli inculcati dalla mia famiglia, dove nessuno ha mai tradito!

 

Maria Annunziata Tolomelli

Classe 1929

Studentessa

Staffetta al Comando

Staffetta dal 01/04/1944 al 21/04/1945

Premio di  5.000 Lire

 

Brano tratto dal libro “Il fiore dell’immortalità“,

a cura di Sonia Borsarini e Tiziana Cannone, 2021

INIZIATIVA

21 APRILE

ore 15.00

DIALOGO INTORNO ALLA RESISTENZA 

Il Salotto della Stazione, ciclo di incontri ricreativi-culturali promossi dai volontari Auser del quartiere Borgo Panigale-Reno, in occasione delle celebrazioni della Liberazione, vi propone un DIALOGO INTORNO ALLA RESISTENZA con la storica Simona Salustri dell’Università di Bologna e Padova.

Vi aspettiamo come sempre dalle 15 all 17

 ➡️ IN PRESENZA: presso la sede Auser di quartiere, nella saletta della stazione di Borgo Panigale, in via Marco Celio 23, con greenpass

 ➡️ ON LINE: collegandosi con il computer, tablet o smartphone alla piattaforma zoom al link: https://cgiler.zoom.us/j/96733653265

21 APRILE

NUOVA PROPOSTA DI LETTURA

DEL GRUPPO DI AUSER CULTURA

clicca qui

INIZIATIVA

23 APRILE

ore 17.00

Presentazione del libro

“VIVERE, NONOSTANTE TUTTO”

È scomparsa il 19 aprile, a 96 anni, Cornelia Paselli: sopravvissuta alla strage di Monte Sole, una delle ultime testimoni di questo evento tragico. Cornelia aveva allora 18 anni.

Nonostante il nazifascismo le avesse sottratto mamma, papà, sorella e fratello, Cornelia non si è mai tirata indietro e ha continuato, anche dopo la guerra, a raccontare quanto successo a Marzabotto. Le sue memorie di quei giorni sono state raccolte dalla pronipote in un libro, “Vivere, nonostante tutto”.

Auser Bologna ha organizzato un incontro online per ricordare la Resistenza e la Liberazione dal nazifascismo, scegliendo proprio la presentazione del libro di Cornelia Paselli, scritto in collaborazione con la nipote Alice Rocchi.

Ci sembra ora ancora più importante questo appuntamento anche per onorare la sua memoria e non solo quella della Resistenza e della Liberazione.

Incontro online a cui si può partecipare sulla piattaforma Zoom di Auser Bologna al seguente link: https://us06web.zoom.us/j/87511063528

 

PROGRAMMA

•  Introduzione a cura di Raffaella Tamba del Centro di lettura “L’isola del Tesoro

•  Intervento di Valentina Cuppi, sindaca di Marzabotto

•  Dialogo tra Alice Rocchi, curatrice del libro, e Beatrice Orlandini della casa editrice Zikkaron

•  Intervento di Virginio Merola, presidente dell’Istituto Parri di Bologna

L’incontro sarà arricchito dalla lettura di alcuni brani del libro a cura di Auser Insieme.

➡️ scarica qui la locandina