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Compagnia e scambio: la formula di Auser contro la solitudine

15 Mar

Compagnia e scambio: la formula di Auser contro la solitudine

Inserire o reinserire nella vita e nel tessuto sociale, questa è la definizione della parola socializzazione che si trova sul dizionario. Fino a venti, trenta anni fa, l’assistenza alle persone anziane o fragili era sostenuta da un tessuto sociale fitto, una rete di persone vicine, come la famiglia, i vicini di casa, gli amici. Oggi ci troviamo di fronte ad una società fortemente cambiata, in cui le maglie del tessuto sociale sono sempre più larghe e la solitudine è un problema trasversale che affligge non solo gli anziani. Proprio per questa ragione, la presenza di realtà come Auser è quanto mai necessaria per contribuire al processo di rimodulazione dell’assistenza e del sostegno all’interno della comunità, sia in termini teorici che, ovviamente e soprattutto, pratici. Oltre a garantire servizi necessari come i trasporti sociali, le commissioni in farmacia, dal medico e il disbrigo di altre pratiche essenziali, i volontari di Auser creano delle relazioni umane con gli utenti, una delle cose più preziose. Dare aiuto e riceverlo è uno scambio che fa stare bene e arricchisce entrambi. 

“A Carla fa davvero piacere avere un po’ di compagnia e scambiare due chiacchiere sulle piante –  la sua passione -, le ricette di cucina, l’attualità, e adesso che siamo entrate più in confidenza, condivide con me anche ricordi familiari. Questa esperienza mi sta insegnando molto, ci confrontiamo e ci sosteniamo a vicenda, la nostra condivisione è un’ottima occasione di scambio ”.

Questa è la testimonianza di Giulia, una giovane operatrice di Auser, che conferma quanto l’intergenerazionalità che si crea in questi contesti sia una risorsa che giova a tutte le persone coinvolte. La presenza di giovani volontari si dimostra molto efficace anche in azioni mirate come il processo di digitalizzazione delle persone più anziane, o di quelle non in grado di farcela da sole.

“Insieme al signor Giampaolo abbiamo iniziato ad aprire il suo Spid, lui ne farebbe volentieri a meno, ma è necessario per accedere al suo fascicolo sanitario elettronico”. Manfredi, un altro giovane operatore Auser, conferma quanto l’affiancamento per la digitalizzazione sia molto importante per permettere a chi altrimenti non riuscirebbe, di usufruire di servizi essenziali. 

Socializzare pone il volontario in una condizione di scoperta continua, lo dimostra ancora l’esperienza di Giulia: “Il mio inserimento è stato gradualmente accettato e col tempo sto imparando a conoscere le abitudini della signora Carla, i suoi bisogni di cura e le sue ritualità”.

Non ci sono manuali che indichino come fare, bisogna essere sempre pronti a cambiare approccio seguendo le oscillazioni del contesto in cui ci si trova, facendo affidamento sulla propria sensibilità e sulla propria capacità di interpretazione dell’altro. 

In una condizione di vita “normale” la socialità può apparire come una cosa scontata o all’ordine del giorno. Quando tuttavia, per le ragioni più disparate, diminuisce o sparisce del tutto, ci si accorge di quanto sia fondamentale per l’equilibrio psicofisico di un individuo. Auser intercetta una delle sfide sociali più urgenti degli ultimi anni, ponendosi come un punto di riferimento per la comunità e per il suo tessuto sociale.

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