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L’impegno dei volontari Auser a favore della cultura di Bologna

26 Dic

L’impegno dei volontari Auser a favore della cultura di Bologna

L’Auser territoriale Bologna, sempre attiva nella valorizzazione delle persone e delle loro relazioni, svolge da oltre vent’anni anche progetti di volontariato civico che tutelano il patrimonio artistico e culturale in collaborazione con le strutture pubbliche e private di Bologna: musei, biblioteche e altri istituti culturali tra cui l’Archiginnasio, la Sala Borsa, la Casa Carducci, la Pinacoteca nazionale, e il MAMBO.

Nel tempo il dialogo fra Auser e gli enti si è consolidato sempre più e anche con le difficoltà sopraggiunte durante la pandemia, non si è mai interrotto, permettendo così di affrontare insieme le criticità e di programmare la ripartenza in sinergia.
Da maggio 2021 le attività sono riprese: quasi 400 volontari offrono il loro servizio, operando tra esposizioni, permanenti e temporanee, in circa 38 strutture dislocate in tutta la città, consentendo alla cultura di ritornare a scorrere.

Ma chi sono questi custodi silenziosi?

L’identità dei volontari è ricca di diversità: dai pensionati affamati di cultura, a persone in condizioni di fragilità alla ricerca di un riscatto sociale. I servizi che svolgono sono di supporto e sorveglianza, ma anche di portierato e accoglienza. Talvolta, i volontari sono stati anche chiamati a partecipare attivamente alla realizzazione di opere artistiche, come nel caso di Safe and Sound di Aldo Giannotti al MAMBO. Seguendo con attenzione le indicazioni dell’artista, i volontari si sono messi in gioco con vivacità, interagendo con i visitatori della mostra, invitandoli a compiere delle azioni, o guidandoli alla fruizione delle opere. 

Per sostenere la gestione di questa grande macchina è necessaria l’attività che svolgono i coordinatori, ne è previsto uno o più per ogni struttura – alcuni coordinano anche più musei. Ognuno di loro è responsabile di un gruppo di volontari che oscilla tra le 6 e le 15 persone. Un’attività capillare che richiede anche una complessa organizzazione ed un coordinamento generale da parte della sede operativa, che si occupa dell’accoglienza dei nuovi volontari e della gestione in tempo reale dei turni e delle collocazioni. 

Nei mesi di dicembre e gennaio c’è sempre un incremento sostanziale di mostre e iniziative – l’unico giorno di chiusura è il 25 dicembre – e di conseguenza aumenta anche l’impegno per i volontari, che spesso “sacrificano” i loro interessi personali e si mettono a disposizione nei week-end e nei giorni di festa per garantire l’apertura e la fruizione delle esposizioni.

Auser vuole essere una risorsa per la comunità, non solo garantendo alla città la possibilità di mettere a disposizione della collettività il suo ricco patrimonio artistico e culturale, ma creando soprattutto una forte rete di relazioni umane, sia tra i gruppi di volontari che con i visitatori. Valori come solidarietà e ascolto permeano tutta l’associazione, dall’ufficio più silenzioso alla sala affollata di un museo.

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