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Post terremoto e resilienza: quale percezione del Benessere hanno gli anziani?

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17 Lug

Post terremoto e resilienza: quale percezione del Benessere hanno gli anziani?

Quale percezione del benessere hanno gli anziani di San Giovanni in Persiceto nel post terremoto? A questa domanda si è tentato di rispondere grazie a due ricerche realizzate nell’ambito dell’azione “Oltre il sisma” per il progetto “Wel Share – Scambi solidali per un welfare comunitario”, portato avanti da diverse realtà del Terzo Settore in collaborazione con il Comune di Bologna.

Dopo un adeguato momento formativo, circa 20 volontari (in gran parte aderenti ad AUSER e a SPI-CGIL) si sono impegnati nella somministrazione di due questionari per la rilevazione delle situazioni di fragilità. L’analisi dei dati rilevati è stata realizzata dal Distretto di Bologna mentre la rilevazione delle capacità di resilienza della popolazione anziana del territorio da una laureanda in psicologia.

Protagonisti della ricerca sono state circa 100 persone di San Giovanni in Persiceto – tra i 75 e i 97 anni –  individuate e coinvolte attraverso un campionamento statistico rigoroso, che ha escluso quelle persone già in carico ai servizi del territorio, focalizzandosi invece su quelle situazioni “nascoste” che non avevano ancora trovato risposta o attenzione. Nel distretto di Terre d’Acqua e in particolare nel Comune di San Giovanni in Persiceto sono stati attivati momenti di confronto e auto aiuto per una miglior gestione del disagio psicologico connesso al sisma. La collaborazione tra Volontariato con Auser Bologna, SPI, altre realtà associative del persicetano, CSV (con l’importante ruolo di supporto messo in campo da VOLABO), Unione dei Comuni, AUSL e Dipartimento di Psicologia dell’Università di Bologna – definita attraverso un Protocollo di intesa – rappresenta un tassello importante per l’elaborazione di strategie di intervento future. Alcuni dati estrapolati dalla ricerca – presentati durante un convegno da Cristina Malvi (AUSL Bologna) – ci dicono come l’81% degli intervistati dichiara di stare da “bene a discretamente”, il 19% “male o molto male”. Il 68% si ritiene soddisfatto della propria vita; l 92% ha figli, il 56% li vede tutti i giorni, il 27% più volte la settimana. In generale emerge una buona qualità delle reti familiari e sociali presenti sul territorio.

“Prendendo in carico l’indagine conoscitiva l’Auser di San Giovanni in Persiceto ha voluto cogliere questa opportunità – spiega Cristina Bertusi, coordinatrice Auser – allargando la nostra rete di volontariato con altre associazioni del territorio. E’ stata un’esperienza di grande collaborazione tra sindacati, strutture pubbliche e privato sociale – prosegue Bertusi – che ha dato vita a un lavoro di coordinamento non indifferente, intenso e complesso. Siamo soddisfatti del lavoro svolto sinora, non c’è una situazione di allarme sul territorio, ma nella frazione di San Matteo della Decima si delinea un maggiore isolamento e si percepisce un minor senso di comunità”. “Sul futuro – conclude la coordinatrice Auser – bisognerà agire per accrescere la rete solidale, puntare sulla resilienza e la progettualità. E’ necessario ripartire da questi punti. Abbiamo posto queste considerazioni e ora ci sarà una fase propositiva non rivolta solo alle amministrazioni, ma anche a tutti gli attori sociali presenti sul territorio, il volontariato, la stessa Auser e i sindacati in primis”.

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