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Riflessioni sulla Chiacchierata sul Terzo Settore promossa dall’Auser di Bologna

23 Feb

Riflessioni sulla Chiacchierata sul Terzo Settore promossa dall’Auser di Bologna

Volontariato, sussidiarietà, Stato Sociale di comunità. Questi i temi centrali della “Chiacchierata sul Terzo Settore” promossa dall’Auser di Bologna, che si è svolta il 27 ottobre scorso. Per meglio raccogliere i semi gettati da questo incontro, promosso, come ogni Chiacchierata, dal Forum del Terzo Settore bolognese, con l’obiettivo di riflettere sul welfare locale e sulle tante realtà socio-culturali del territorio, riportiamo in questa sede alcune riflessioni di Rossella Vigneri, tratte dal giornale on line d’informazione sociale “Bandieragialla.it”.

Oggetto di un lungo e controverso dibattito politico, la riforma dello stato sociale è anche il tema che l’Auser di Bologna pone al centro della settima chiacchierata sul Terzo settore, nel tentativo di verificare l’efficacia degli interventi che sino a oggi sono stati messi in campo dal governo per soddisfare i bisogni sociali dell’intera collettività e con l’intento di fare chiarezza sul ruolo del volontariato in questo fondamentale progetto di crescita e sviluppo equo e comunitario. Inizia dal principio, questa discussione, partendo dal significato originale del "welfare state" che letteralmente sta a indicare lo "stato di benessere" di una collettività, garantito da un sistema di norme e servizi con il quale lo Stato cerca di eliminare le diseguaglianze sociali ed economiche fra i cittadini, aiutando in particolar modo i più poveri.
E prosegue indagando percorsi alternativi agli attuali modelli di stato sociale – quello anglosassone, di stampo liberale, in cui i diritti sociali derivano dalla dimostrazione dello stato di bisogno secondo la logica del "cavarsela da soli" sino al modello in uso in Italia, dove i diritti sono collegati alla condizione del lavoratore – tutti messi in crisi dai grandi processi di globalizzazione che continuano a produrre bisogni insoddisfatti, nuove diseguaglianze e una progressiva frammentazione del lavoro.
Cresce il disagio e allo stesso tempo il benessere comune diventa un bene raro e in mano a pochi; dichiarata fallimentare la politica assistenzialista, emerge la necessità di affiancare all’intervento dello Stato, sempre più carente, un’azione collettiva, responsabile e solidale, intrapresa dai singoli cittadini e dalle associazioni. "Il bene comune – afferma Giovanni Melli, presidente regionale Auser- non è solo prerogativa dello Stato, ma può essere agita dalla società civile, tramite una profonda modificazione di atteggiamenti e valori, diffondendo e promuovendo una cultura della responsabilità, un nuovo modello di sussidiarietà, quello dell’inclusione".
Una sussidiarietà che, prima ancora che un principio organizzativo, è un principio antropologico, che mette al centro l’uomo nella sua totalità, come individuo ma anche come legame relazionale. Ed è proprio da qui che – secondo Giovanni Melli – bisogna ripartire, dalle relazioni, dalla capacità di fare rete dei cittadini, delle associazioni, per iniziare a condividere le responsabilità verso l’altro. Accanto a una sussidiarietà di tipo verticale, dove i bisogni dei cittadini vengono soddisfatti dall’azione degli enti amministrativi pubblici, si impone un modello orizzontale, in cui sono gli stessi individui che provano a dare una risposta comunitaria ai propri bisogni. Una forza collettiva che si autoorganizza per migliorare il benessere di un società ma che non può e non deve sostituirsi all’intervento pubblico: regioni, provincie, comuni, distretti si assumono anzi il compito di coordinare queste realtà locali, tentando di sviluppare nuovi processi di condivisione, un dialogo costruttivo con la città e il Terzo settore.
Anche il volontariato diventa un soggetto strategico nella costruzione di questo inedito "Stato sociale di comunità", quando è capace non di erogare servizi ma di migliorare la qualità della vita delle famiglie; quando, nell’era dell’individualismo e della competitività spietata, riesce a costruire percorsi di socializzazione, di integrazione e insegna, attraverso gesti gratuiti di solidarietà a fidarsi e prendersi cura dell’altro, ponendosi come intermediario tra istituzioni e collettività, all’insegna di un principio di responsabilità sociale partecipata.

Per conoscere il programma completo delle Chiacchierate:
www.bo.arci.it/primopiano/pdf/Locandina_Chiacchierate.pdf

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