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Volontariato, multicultura e intergenerazionalità: l’Auser di Vergato

16 Feb

Volontariato, multicultura e intergenerazionalità: l’Auser di Vergato

Il Comune di Vergato, con le sue frazioni Riola e Tolè, rappresenta per il mondo Auser una realtà di grande rilievo e valore. L’alta percentuale di stranieri sul territorio, il grande interesse dei giovani abitanti per il mondo del volontariato e del sociale, e la presenza di un notevole patrimonio artistico e ambientale, hanno infatti reso possibile la realizzazione di progetti estremamente significativi, proprio perché fondati sui valori dell’intergenerazionalità e dell’intercultura. Ne parliamo con Franco Nanni, coordinatore di questo gruppo Auser.

Quali sono le attività di Auser a Vergato?
Il nostro gruppo conta oltre 45 volontari attivi, che svolgono tantissime attività! Tanto per fare qualche esempio, svolgiamo numerose servizi di manutenzione delle aree verdi, gestiamo la stazione ecologica, svolgiamo un’ampia serie di attività “sociali” in raccordo con il Comune e l’ASL… Inoltre, data anche la distanza da Bologna e la scarsità di mezzi pubblici, facciamo tantissimi servizi di trasporto: accompagniamo gli anziani alle visite; d’estate, quando fa caldo, li portiamo nei centri sociali, accompagniamo alcuni ragazzini disabili tutti i giorni a scuola… Insomma, le nostre attività sono davvero tante. Una delle più importanti è però certamente il servizio di vigilanza dei bambini davanti alle scuole!
Di che cosa si tratta? Perché ritieni che sia una delle attività più importanti?
In poche parole molti bambini di Vergato, soprattutto stranieri, sono costretti ad arrivare a scuola con larghissimo anticipo, perché i loro genitori vanno al lavoro molto presto e i mezzi pubblici sono piuttosto scarsi. In attesa che arrivino le insegnanti i volontari Auser stanno con loro, gli fanno compagnia, organizzano giochi e attività per passare il tempo. Si tratta di un’attività molto importante non solo perché offre un servizio a genitori, spesso stranieri, che altrimenti non saprebbero proprio come fare, ma anche perché mette in contatto i bambini con i volontari Auser, gettando un ponte tra giovani e anziani e tra culture differenti.
Proprio come nel progetto “Nessuno Escluso”…
Esattamente. Il progetto Nessuno Escluso non solo ha avuto il merito di valorizzare moltissimo il patrimonio culturale e artistico della nostra città, ad esempio con la manifestazione “Arte e Fontane” di Tolè, ma ha anche messo ampiamente in luce il suo “patrimonio umano”, creando profondi legami che vanno oltre le differenze di età e di cultura. Al corso di danze popolari, organizzato qui a Vergato in occasione del progetto, hanno infatti preso parte, oltre che numerosi anziani, tantissimi giovani stranieri e non, e anche alcuni ragazzi disabili! Peraltro, l’iniziativa è piaciuta così tanto che, una volta terminato il progetto, abbiamo deciso di portarla avanti ugualmente insieme al centro sociale.
La vostra attività, insomma, è caratterizzata da una profonda intergenerazionalità, ma ci sono, sul territorio, dei giovani che decidono di impegnarsi in modo attivo nel volontariato?
Sì, tra i nostri volontari attivi ci sono anche diversi ragazzi giovani, impegnati principalmente nella Biblioteca Comunale e in servizi di trasporto. La loro presenza è veramente importante, perché dà al nostro gruppo una forte connotazione integenerazionale e soprattutto denota una forte volontà delle nuove generazioni, ad impegnarsi attivamente nel favorire il benessere della propria comunità. E’ davvero meraviglioso che anche i giovani, che rappresentano il nostro futuro, scelgano di impegnare una piccola parte del loro tempo libero nel volontariato!

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